TUTTOSPORT: ECCO COSA PUÒ SUCCEDERE AD ALLEGRI

Interessantissima analisi di Tuttosport su cosa può succedere dopo la scoppiettante assemblea degli azionisti bianconeri andata in scena nella giornata di ieri. La frustata di Andrea Agnelli alla Juve è stata durissima: “Nel processo di rinnovamento che abbiamo computo in estate, eravamo perfettamente consapevoli che questo ci avrebbe potuto portare a qualche difficoltà nella fase iniziale della stagione. Tutto ciò, però, non è assolutamente una giustificazione per i 14° posto che oggi ricopriamo in classifica. Non è accettabile”. Così, la domanda del giorno dopo è ancora più martellante del giorno prima: perché il presidente dei campioni d’Italia è entrato così pesantemente in tackle scivolato? Il primo destinatario della grigliata è Massimiliano Allegri e, con il passare delle ore, il convincimento si è rafforzato nonostante la precisazione di Agnelli dopo l’assemblea (“La mia non era una critica ad personam. Alla Juve, dal presidente al magazziniere, chiunque deve avere la consapevolezza che il 14° posto sia inaccettabile. Bisogna lavorare tutti per riportare velocemente la squadra ai livelli che le competono”. I meriti di Allegri nella prima stagione bianconera sono stati indiscussi e indiscutibili; le critiche alla gestione della squadra nella prime otto giornate di campionato sono altrettante nette. Peggiore partenza della squadra in serie A da 46 anni a questa parte (9 punti in 8 partite, 2 vittorie, 3 pareggi, 3 confitte, 9 gol segnati, 8 subiti, posizione n.14 in classifica); continuo cambiamento di moduli; sterile girandola di soluzioni in attacco, improvvisamente inariditosi e passato dalla media di 1,9 gol a partita dell’annata 2012-2013 all’1,1 della stagione in corso; centrocampo a corrente alternata, con Pogba in preda a una crisi di crescita qualitativa; affannosa ricerca di un Pirlo che non c’è, anche sui calci piazzati. Per non dire del caso Dybala, esploso fragorosamente dopo la comparsata che, suo malgrado, l’argentino è stato costretto a fare contro il Borussia. La sollevazione popolare in favore dell’ex palermitano lo riporterà titolare contro l’Atalanta, ma questa non potrà e non dovrà essere una risposta contingente. Al netto delle cessioni, la Juve ha speso 79 milioni di euro, di cui 40 milioni per Dybala e 26 milioni per Alex Sandro, un altro incompiuto. E, su tutto, pesano come un macigno quei 9 punti f distacco dalla Fiorentina capolista. Alle corte: Allegri sa benissimo che cosa significhi allenare la Juve e che cosa rischi in caso di mancato raggiungimento di uno dei due traguardi che la società ha fissato: conquista del quinto scudetto consecutivo, per eguagliare il record degli Anni Trenta, bis dell’ultimol cammino in Champions League, cioè arrivare alla finale di Milano; riguadagnare comunque la certezza della partecipazione alla prossima edizione di un torneo i cui proventi incidono in maniera determinante sul bilancio. Siamo soltanto alla fine di ottobre, ma Allegri per primo sa che non ha e che non c’è più tempo da perdere.

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