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La Juve ha il suo Balotelli

La Gazzetta dello Sport dedica la sua homepage al nuovo, giovanissimo, talento bianconero. Gioca con leggerezza e segna con facilità, si chiama Moises Kean Bioty, ed è a oggi il 15enne più forte d’Italia. Mercoledì a Ferentino, nell’amichevole Italia-Spagna (1-1), ha segnato il primo con l’Under 17. Poi, come con gli Allievi della Juve, è arrivata la promozione: fa la differenza tra i ’99, con quelli della sua età avrebbe perso tempo. “Per me è normale giocare con i più grandi – spiega – non trovo alcuna difficoltà. I miei punti di forza? Tiro, colpo di testa, corsa…”. Il fisico non lo cita, è talmente evidente: alto 1,81, potente, da lontano sembra più grande dell’età che ha, ma la faccia è da bambino.

Nero, italiano, sfrontato e ricco di forza, velocità e talento, ovviamente attaccante: quasi inevitabile il paragone con Mario Balotelli: “A parte le cavolate che fa, mi piace molto come giocatore”. L’altro collegamento tra Supermario e (Super)Moises è meno evidente, ma significativo: il bianconero è già seguito dall’agente del milanista, Mino Raiola, uno che non si muove se non intravede l’affare. La Juventus, invece, non ha dovuto muoversi più di tanto per metterci le mani sopra: la storia del ragazzo, finora, è tutta ambientata in Piemonte. “Le mie origini sono in Costa d’Avorio, e non lo dimentico. Però non ho ancora avuto l’occasione di andarci: sono nato a Vercelli, i miei vivono ad Asti”. Aveva cominciato con la scuola calcio del Torino: era un bambino vivace ed esuberante, non facile da gestire, ma sul talento nessuna discussione: a quell’età il vincolo è annuale, la Juve ha aspettato che scadesse e lo ha preso. E per evitare che Kean possa fuggire all’estero, la Juve si è mossa da tempo: il primo contratto professionistico è già pronto, ma dovrà compiere 16 anni per firmarlo, con l’assistenza dei genitori, se ne riparlerà a breve, il 28 febbraio.